La Ducati nelle competizioni

Gli esordi: Fondata dai fratelli Adriano, Bruno e Marcello Cavalieri Ducati nel luglio 1926, Ducati si affermò inizialmente come produttrice di trasmettitori radio. All’inizio del secondo conflitto mondiale, la società contava su un organico di 7000 dipendenti e aveva già diversificato la propria gamma di prodotti che comprendeva rasoi elettrici, interfono, calcolatrici, macchine fotografiche e cineprese. Nel 1946, proprio quando l’Italia cercava di rimettersi in marcia dopo la guerra, Ducati iniziò la produzione del Cucciolo, un motore quattro tempi che veniva montato sul telaio di una bicicletta.

1950: Il Cucciolo 50 cc batte 12 record mondiali.

1951: Il Cucciolo 100 cc batte il record di velocità e percorrenza su 24 ore.

1954: Fabio Taglioni, il più famoso ingegnere di casa Ducati, comincia a lavorare presso lo stabilimento.

1956: Gianni Degli Antoni, alla guida di una monocilindrica 125 desmodromica progettata da Taglioni, vince il GP di Svezia, gara non valida per il campionato del mondo. Il 9 settembre, la stessa moto, guidata da Sandro Artusi, permetterà a Ducati di conquistare i primi punti nel Campionato del Mondo a Monza con un 5° posto nel GP delle Nazioni, classe 125cc. Artusi si classificherà 16º nel mondiale 125cc.

1958: Prima vittoria nel Motomondiale per la Ducati (classe 125cc). Il 6 luglio 1958, a SpaFrancorchamps, Alberto Gandossi conquista la vittoria del GP del Belgio classe 125cc. Nel mondiale 125cc Gandossi si classifica 2° assoluto (25 punti) alle spalle della MV Agusta di Carlo Ubbiali (32 punti) e davanti al compagno di marca Luigi Taveri, 3° assoluto (20 punti). Le altre vittorie mondiale della Ducati 125cc nel 1958: 26 Luglio, GP di Svezia, Circuito di Hedemora: doppietta Ducati con Alberto Gandossi (1°) e Luigi Taveri (2°); 14 Settembre, Italia, Monza – Gran Premio delle Nazioni: cinque Ducati ai primi cinque posti: Bruno Spaggiari, Alberto Gandossi, Francesco Villa, Dave Chadwick, Luigi Taveri.

1960: Mike ‘The Bike’ Hailwood, alla guida di una 250 desmo bicilindrica in linea, porta alla Ducati i primi punti nel Mondiale (classe 250).

1965: Taglioni progetta una 125 a quattro cilindri in linea non desmodromica, ma questa moto non correrà mai.

1971: La prima moto da GP per la classe maggiore, nonché la prima bicilindrica a V di casa Ducati, scende in pista. Il britannico Phil Read conquista i primi punti mondiali con la 500 GP a Monza.

1972: Ducati conquista la vittoria più famosa dall’inizio della propria storia sportiva con Paul Smart, vincitore della 200 Miglia di Imola su una GT750 bicilindrica a V desmo.

1973: La Ducati 860 bicilindrica a V desmo vince la 24 Ore di Barcellona, con i piloti Benjamin Grau e Salvador Canellas.

1978: L’ex Campione del Mondo Mike Hailwood, come in una favola, torna al TT dell’Isola di Man e lo vince in sella a una 900SS F1 Special, conquistando così il primo titolo Mondiale per Ducati. Negli Stati Uniti Freddie Spencer, futuro Campione nel Mondo, alla guida di una 900SS conquista il terzo posto alla 200 Miglia di Daytona.

1981: Ducati conquista il primo di quattro titoli mondiali consecutivi in Formula 2 con Tony Rutter, alla guida di una Pantah TT2 600cc.

1987: L’ex Campione del Mondo 500 Marco Lucchinelli, alla guida dell’inedita 851 bicilindrica a V a 8 valvole, conquista il primo successo della “nuova era” Ducati alla “Battle of the Twins” di Daytona. Questo modello, il cui motore era stato progettato da Gianluigi Mengoli e Massimo Bordi, è il precursore della leggendaria 916.

1988: Lucchinelli e la 851 vincono la prima gara del primo Campionato del Mondo Superbike a Donington Park, concludendo poi la stagione al quinto posto assoluto.

1990: Raymond Roche, in sella alla 888 da 134 cavalli, conquista il primo titolo del Mondiale Superbike per Ducati. Il predominio della casa italiana prosegue con le vittorie dell’americano Doug Polen nei campionati ’91 e ’92. Nel 1993, Polen conquista il primo titolo Superbike AMA nella storia Ducati.

1994: Ducati lancia la 916 che, guidata da Carl Fogarty, vince il titolo Mondiale Superbike al primo tentativo. Il britannico ripete l’impresa l’anno seguente, mentre l’australiano Troy Corser conquista il titolo per Ducati nel 1996.

1998: Fogarty conquista il suo terzo mondiale in Superbike su una 996, seguito dal quarto titolo nel 1999. Sempre nel 1999 viene costituita Ducati Corse per la gestione di tutta l’attività sportiva della Casa di Borgo Panigale.

2001: L’australiano Troy Bayliss, alla guida della 996 Testastretta, si aggiudica il nono titolo Mondiale piloti per Ducati in Superbike. In maggio, Ducati annuncia la decisione di partecipare al nuovo Campionato del Mondo MotoGP.

2002: Bayliss, a lungo in testa nel Mondiale Superbike, conclude la stagione al secondo posto a pochissima distanza dal vincitore. Subito dopo inizia i test con la Desmosedici, insieme al nuovo compagno di squadra Loris Capirossi. La V4 fa il proprio debutto pubblico durante l’ultima gara MotoGP, in novembre a Valencia e il mese successivo a Jerez durante i primi test invernali stabilisce subito un record sul giro.

2003: Prima vittoria nel Motomondiale per la Ducati classe MotoGP. Loris Capirossi e Troy Bayliss sono gli autori del fantastico debutto della Desmosedici nel campionato MotoGP. Tra gli altri risultati, il pilota italiano ottiene il podio in Giappone alla prima gara della Desmosedici e una straordinaria vittoria nel Gran Premio di Catalunya.  Ducati conclude il campionato al secondo posto nella classifica costruttori, mentre Loris e Troy sono rispettivamente quarto e sesto nella classifica piloti. Neil Hodgson, con l’esordiente 999, domina la stagione e vince il titolo nel Campionato Mondiale Superbike. Inoltre, insieme al compagno di squadra Ruben Xaus, porta a quota 12 i titoli costruttori vinti da Ducati.

2004: Il 24enne pilota inglese James Toseland diventa il più giovane vincitore di sempre del titolo Superbike e conduce la 999 alla seconda vittoria consecutiva. Il compagno di squadra Régis Laconi termina il campionato al secondo posto, assicurando il tredicesimo titolo Costruttori per Ducati. La Casa di Borgo Panigale torna al Mondiale Supersport con la 749 e il giovane pilota italiano Lorenzo Lanzi conquista un meritato quinto posto assoluto. In MotoGP, Loris Capirossi e Troy Bayliss riescono a chiudere in crescendo una stagione difficile, che ha visto comunque i piloti Ducati entrambi sul podio, a dimostrazione del valore del progetto Desmosedici.

2005: Per il terzo anno consecutivo, Loris Capirossi è il portacolori del team Ducati nella MotoGP. Il pilota italiano si aggiudica due strepitose vittorie nell’ultima parte della stagione, a Motegi e Sepang. Il compagno di squadra è lo spagnolo Carlos Checa, il quale sale due volte sul podio. Entrambi i piloti del Team Superbike, James Toseland e Régis Laconi, vincono delle gare (tre Régis and una James), ma non sono in grado di lottare per il titolo mondiale, mentre nella fase conclusiva della stagione nasce la stella di Lorenzo Lanzi, che ottiene due splendide vittorie con una terza 999 ufficiale. Impegno ufficiale per Ducati Corse anche in America, dove Neil Hodgson e Eric Bostrom conquistano quattro vittorie, con Bostrom che termina il campionato AMA Superbike al terzo posto.

2006: E’ la stagione che conclude il ciclo delle MotoGP 990 di cilindrata e si chiude nel segno della Casa di Borgo Panigale con una storica doppietta nel GP di Valencia con Troy Bayliss e Loris Capirossi. Il pilota italiano è ancora la punta di diamante della squadra in uno dei Campionati MotoGP più avvincenti di sempre e, con 3 vittorie su 8 podi totali, finisce al terzo posto assoluto. Più sotto tono la stagione del compagno di squadra Sete Gibernau che, pur dimostratosi velocissimo in sella alla Desmosedici GP 6, durante la partenza del GP di Barcellona è sfortunatamente autore di uno spettacolare incidente che ne condizionerà tutta la stagione. Dopo tre anni in MotoGP, Troy Bayliss torna al Mondiale Superbike per Ducati Corse e, cinque anni dopo il suo trionfo nel 2001, si aggiudica un secondo titolo iridato vincendo ben dodici gare nell’arco della stagione. Il pilota australiano ha poi scritto un altro splendido capitolo della storia Ducati con la vittoria nell’ultima gara del Campionato MotoGP sulla pista di Valencia, dove sostituiva l’infortunato Gibernau.

2007: Primo Titolo Mondiale per Ducati nella classe MotoGP. Capirossi viene affiancato da un nuovo compagno di squadra, Casey Stoner che vince al debutto con la Desmosedici GP7 dominando la prima gara della stagione e dell’era MotoGP 800. Dopo quel primo clamoroso successo, il giovane australiano si è assicurato altre nove vittorie, quattro podi, e cinque pole position. Il 23 settembre, in Giappone, Capirossi ha vinto la sua prima gara stagionale mentre Stoner ha messo il sigillo alla sua incredibile stagione assicurandosi il titolo MotoGP e diventando il secondo iridato più giovane della storia della classe regina dopo la leggenda americana Freddie Spencer. Due settimane più tardi, la doppietta di Stoner e Capirossi a Phillip Island ha regalato anche il Titolo Costruttori alla Casa di Borgo Panigale che a fine stagione completa una tripletta storica con il Titolo Team. La Ducati è stata la prima Casa non giapponese a vincere il titolo della MotoGP dal 1973 quando vinse la MV Agusta. Alla fine del 2007 Stoner viene affiancato nel Ducati Marlboro Team dal venticinquenne pilota italiano Marco Melandri. Troy Bayliss e Lorenzo Lanzi si sono classificati rispettivamente quarto e settimo nel Campionato Mondiale SBK 2007, con diverse vittorie all’attivo per l’australiano. Successi anche per Niccolò Canepa, pilota del Ducati Xerox Junior Team, che nel 2007 si è laureato Campione del Mondo Superstock 1000.

2008: E’ la seconda stagione migliore in assoluto per Ducati nella classe MotoGP con il secondo posto sia nel Mondiale Piloti con Casey Stoner, sia in quello Costruttori, nonostante il nuovo compagno di squadra del fuoriclasse australiano, Marco Melandri, non riesca a trovare il suo feeling con la Desmosedici per tutto il campionato. Stoner comincia con una brillante vittoria nel primo GP in notturna della storia, in Qatar, ma nelle gare successive, per una serie di problemi, perde terreno in classifica fino a quando, nei test dopo il GP di Barcellona, i tecnici Ducati trovano la messa a punto più adatta a sfruttare al meglio tutto il potenziale della GP8. Seguono tre vittorie in successione, in Inghilterra, Olanda e Germania ma, dopo il combattuto podio di Laguna Seca, due cadute a Brno e Misano ed un problema fisico causato dalla riapertura di una vecchia frattura al polso sinistro rendono di fatto impossibile la difesa del titolo. Ciononostante, il finale in crescendo con due podi e altre due autorevoli vittorie in Australia e a Valencia fanno di Stoner il vice-campione del mondo, con il punteggio finale più alto della storia, e della Ducati la Casa più vittoriosa in assoluto della categoria 800cc con 17 successi su 36 gare. Nel Mondiale Superbike, Troy Bayliss si laurea campione del Mondo per la terza volta in carriera, la seconda con i colori Ducati Xerox, vincendo undici gare in sella alla debuttante 1098 F08 mentre la Ducati si aggiudica il titolo Costruttori, il quindicesimo in assoluto nella categoria Superbike dal suo debutto nella serie nel 1988. La strepitosa carriera di Bayliss, che ha deciso di ritirarsi dalle competizioni alla fine del 2008, è ricca di ben 52 successi, ovvero il 34.2% delle gare effettuate, di 94 podi in totale e 26 pole position ed i suoi tre titoli sono stati conquistati con tre diverse evoluzioni della Ducati Superbike. Le domeniche più belle della sua entusiasmante stagione 2008 sono quelle delle doppiette conquistate a Phillip Island, Brno e nell’appuntamento conclusivo di Portimao. Il suo compagno di squadra, Michel Fabrizio ha chiuso ottavo assoluto con sette podi all’attivo. Nella Superstock 1000 Cup, il pilota australiano Brendan Roberts, ha vinto l’ultima gara della stagione a Portimao, la sua terza stagionale, ed ha vinto il titolo della categoria, il secondo in assoluto per il Ducati Xerox Junior Team.
2009: Ducati si trova nuovamente tra i protagonisti per la lotta al titolo della MotoGP, in una stagione che alterna successi e momenti difficili. Nicky Hayden è il nuovo compagno di squadra di Casey Stoner, con il quale condivide la lingua, un passato agonistico giovanile nel dirt track e la vittoria di un Campionato del Mondo della MotoGP, che il pilota americano ha conquistato nel 2006. La prima gara, in notturna in Qatar, dopo un rinvio di 24 ore per la pioggia torrenziale che ne aveva originariamente impedito il regolare svolgimento, si rivela per la terza volta consecutiva appannaggio di Stoner. Hayden, caduto in qualifica, conclude 12°. E’ l’inizio di una stagione in salita per “Kentucky Kid” che però, con determinazione ed impegno, migliora fino a conquistare il terzo gradino del podio a Indianapolis e conclude l’anno in maniera positiva. Il pilota australiano, dopo il successo nella prima gara ed il suo primo podio a Jerez con la Ducati, regala alla Casa italiana anche la prima vittoria al Mugello. Stoner sembra avviato a lottare nuovamente per il titolo fino alla fine con Rossi, Lorenzo e Pedrosa, i quattro piloti che nel 2009 dimostrano di avere un passo superiore a tutti, ma un problema fisico lo debilita a tal punto da spingerlo a decidere di fermarsi per tre gare a metà stagione, saltando i GP di Brno, Indianapolis e Misano. E’ una decisione molto sofferta per il pilota australiano, che lo elimina automaticamente dalla sfida iridata ma gli permette di tornare per il GP del Portogallo, in ottobre, nuovamente in grado di esprimere tutto il suo potenziale in sella alla GP9. Stoner sale sul podio all’Estoril e vince i due GP successivi, in Australia e Malesia. A Valencia è velocissimo ma cade nel corso del giro di riscaldamento della gara e perde la terza posizione in classifica iridata. Finisce quarto assoluto ma consapevole di aver ritrovato velocità e forma fisica. Noriyuki Haga, alla sua prima stagione con il Ducati Xerox Team, si impone tra i protagonisti per la lotta al titolo fin dal primo round del campionato, vincendo la prima gara a Phillip Island con la sua nuova Ducati 1198. Un successo seguito da altri sette trionfi, due “doppiette” a Valencia e Kyalami e un totale di 19 podi. La vittoria conquistata a MagnyCours regala alla squadra ufficiale Ducati il sedicesimo titolo Costruttori. La lotta per il titolo piloti è aperta e combattuta fino al ultimo round di Portimao. Noriyuki è arrivato sul circuito portoghese con un piccolo vantaggio di dieci punti sul pilota Yamaha Ben Spies. A Portimao il pubblico assiste a due gare altamente spettacolari; la prima è vinta da Spies e la seconda da Fabrizio, e purtroppo il titolo sfugge ad Haga, in favore dell’americano Spies, per soli sei punti. Al termine della sua seconda stagione con il Ducati Xerox Team, Michel Fabrizio conclude in terza posizione in classifica con 382 punti, dopo aver ottenuto tre vittorie a Monza, Imola e Portimao e un totale di 15 podi. Nella classe Superstock 1000, il Ducati Xerox Junior Team vince sia il titolo costruttori che il titolo piloti per il terzo anno consecutivo, con il giovane belga Xavier Simeon in sella alla Ducati 1198. Su dieci gare, Simeon ne vince cinque, finendo cinque volte secondo.

2010: in sella alla sua GP10, dotata di un nuovo motore “big bang”, Stoner si qualifica in pole position nel GP di apertura della stagione ma cade in gara mentre è al comando. L’australiano fatica a ritrovare l’abituale, velocissimo passo nei successivi round ma, trovata alla fine una messa a punto che lo soddisfa, infila una serie di cinque podi consecutivi ad Assen, Catalunya, Sachsenring, Laguna Seca e Repubblica Ceca. Nel GP inaugurale di Aragon arriva anche la prima vittoria stagionale per Stoner che trova al suo fianco sul podio il compagno di squadra Nicky Hayden, terzo, a coronare la bella giornata del team Ducati. Altri due successi, in Giappone e in Australia, rimettono in gioco Stoner per la volata per il secondo posto in campionato ma le cadute in Portogallo e Malesia lo limitano al quarto posto finale, nonostante la bella chiusura a Valencia con l’ultimo podio da pilota Ducati. L’australiano, infatti, dopo aver regalato alla Casa italiana il suo primo titolo iridato in MotoGP, nel 2007, oltre a 23 vittorie, 21 pole position e 42 podi in totale, passa in Honda alla fine del 2010. Il 2010 di Nicky Hayden è un passo in avanti deciso rispetto alla sua precedente stagione in Ducati. L’americano si dimostra fin da subito in grado di lottare per il podio che però gli sfugge, spesso per un soffio, nella prime quattro gare su cinque, dove ottiene altrettanti quarti posti. La soddisfazione di portare la sua GP10 sul podio arriva con la doppietta del Ducati Marlboro Team ad Aragon, dove Hayden è terzo dopo un bellissimo sorpasso all’ultimo giro su Jorge Lorenzo. Finisce settimo in campionato a causa di tre scivolate che gli fanno perdere il duello con il connazionale Spies per il sesto posto finale, ma gli ottimi progressi dimostrati durante tutta la stagione lo rendono fiducioso in vista del 2011. La stagione 2010 si dimostra impegnativa per il Team Ducati Xerox in Superbike, con Noriyuki Haga e Michel Fabrizio che chiudono il Campionato rispettivamente in sesta ed ottava posizione. La squadra tuttavia ha continuato a lavorare con il massimo impegno anche nei momenti più difficili e alla fine sono arrivate anche molte soddisfazioni come le vittorie di Haga a Valencia e al Nurburgring e quella di Fabrizio a Kyalami. Tra i due, il team Ducati Xerox ha ottenuto 12 podi in totale. Per il 2011 Ducati ha deciso di limitare la partecipazione alla fornitura di moto e al supporto di team privati, assistiti tecnicamente da personale Ducati per permettere a questi Team di poter disporre di mezzi e materiali ancora più competitivi. La decisione deriva da una precisa scelta strategica di indirizzare le risorse tecniche precedentemente dedicate alle gestione del team ufficiale SBK allo sviluppo di una nuova generazione di moto supersportive.

2011: L’arrivo di Valentino Rossi in Ducati a fianco di Nicky Hayden, già suo compagno di squadra in passato, ha suscitato grande entusiasmo tra gli appassionati delle due ruote in tutto il mondo. L’inizio di stagione è stato complicato dai postumi del grave infortunio alla spalla destra, che di fatto gli hanno impedito di sfruttare tutta la stagione di test invernali per lavorare sullo sviluppo della moto. Il fuoriclasse italiano ha ottenuto comunque il suo primo podio con la GP11 alla quarta gara, a Le Mans. Anche Nicky Hayden ha ottenuto un bel podio alla seconda gara stagionale, Jerez. Valentino Rossi, Nicky Hayden e il Reparto Corse Ducati si sono poi impegnati su due fronti: competere nel Campionato del Mondo MotoGP 2011 e sviluppare la moto 2012 che, in seguito al cambio di regolamento ha visto il ritorno alle moto a 1000cc di cilindrata. In Superbike il Team privato Althea Racing, supportato da tecnici Ducati, ha portato alla vittoria la Ducati 1098R guidata dal pilota spagnolo Carlos Checa con ben 15 vittorie nel corso della stagione. Con questo successo Ducati ha raggiunto quota 14 titoli iridati nella serie.

2012: Con il ritorno delle MotoGP alla cilindrata di 1000cc, il Team Ducati vive una stagione difficile, e Valentino Rossi e Nicky Hayden passano la maggior parte dell’anno impegnati a sviluppare la Desmosedici GP12. Anche se non riescono a vincere nessuna gara, l’italiano ottiene un paio di secondi posti, a Le Mans e Misano, mentre Hayden, che trascorre una parte della stagione a recuperare dagli infortuni, si qualifica in prima fila a Jerez. Nonostante i risultati deludenti della squadra, le buone prestazioni in condizioni di bagnato dimostrano che la moto ha potenziale. In seguito alla gara conclusiva della stagione, l’italiano Andrea Dovizioso viene ingaggiato per correre insieme a Hayden, e la sua prima uscita a bordo della moto, nei test post-gara di Valencia, è promettente. Nella Superbike, un cambiamento delle regole ha portato ad un aumento del peso minimo delle Ducati, complicando così la difesa del titolo da parte di Carlos Checa con la squadra Althea Racing. Lo spagnolo riesce comunque a mettere insieme quattro vittorie, più altri cinque podi, ma nella classifica finale è soltanto quarto. Nel frattempo, il compagno di squadra Davide Giugliano conclude il suo primo anno nel Mondiale al decimo posto, ottenendo un paio di podi. Per la stagione 2013, Ducati ha annunciato che sarà la squadra Alstare di Francis Batta a debuttare in gara le versioni ufficiali della 1199 Panigale con i piloti Checa ed Ayrton Badovini.

2013: Una delle stagioni più impegnative nella storia della Ducati si è conclusa con poche soddisfazioni sia in MotoGP sia nel Mondiale Superbike. Nella classe regina, Nicky Hayden e Andrea Dovizioso hanno dato il massimo nel corso dell’anno per rendere competitive la Desmosedici GP13, ma senza fortuna. Il miglior risultato del pilota italiano è stato un quarto posto nel GP di Francia, con due partenze in prima fila nelle gare di Le Mans e del Mugello, mentre l’unica volta che il pilota americano è partito in prima fila è stata in Giappone, con un quinto posto in Francia come risultato migliore. Hayden ha lasciato il Ducati Team alla fine della stagione dopo cinque anni, e sarà sostituito dall’inglese Cal Crutchlow per il prossimo anno. Nel Mondiale Superbike la partnership tra Alstare e Ducati è stata altrettanto complessa, complice una buona dose di sfortuna e una serie di difficoltà che la nuova 1199 Panigale ha incontrato nella messa a punto del progetto in funzione del regolamento SBK tanto che, per la prima volta nella storia di questo campionato, Ducati non è riuscita ad ottenere nemmeno una vittoria. Tutto è stato difficile sino dalla gara d’apertura in Australia quando Carlos Checa, dopo aver conquistato una fantastica pole, ha subìto il primo di una serie di infortuni nel corso dell’anno che, oltre ad averne condizionato la stagione, ha contribuito alla decisione del 41enne pilota spagnolo di abbandonare le corse a fine anno. Il terzo posto per Ayrton Badovini a Mosca è stato l’unico podio della stagione per la casa di Borgo Panigale. Desiderosa di riscattare questo “annus horribilis”, per la stagione iridata 2014 Ducati ha deciso di tornare nel Campionato del Mondo Superbike in maniera ufficiale, con i due piloti Chaz Davies e Davide Giugliano.

2014: Sotto la nuova guida tecnica di Luigi Dall’Igna, i team ufficiali Ducati hanno migliorato molto sia in MotoGP che nel campionato Mondiale Superbike, anche se ancora non sono arrivati successi in gara. Nella classe regina, Andrea Dovizioso è stato affiancato dal britannico Cal Crutchlow nel Ducati Team, ed i due hanno continuato a migliorarsi durante l’intera stagione. La coppia anglo-italiana ha portato le GP14 per tre volte sul podio ad Austin, Assen ed Aragon, oltre alla pole ottenuta dal pilota italiano in Giappone, ed anche Andrea Iannone, pilota del ‘factory supported’ Pramac Racing Team, ha ottenuto delle buone prestazioni nel corso del 2014. Dovizioso ha concluso la stagione in quinta posizione finale e proseguirà con il Ducati Team anche nel 2015 affiancato da Iannone. In Superbike, la 1199 Panigale R è stata molto più competitiva rispetto all’anno precedente e Davies e Giugliano hanno potuto lottare per le posizioni che contano, andando ad occupare le prime posizioni in numerose gare. L’excampione mondiale Supersport ha ottenuto due secondi posti (a Imola) e due terzi (a Portimao e a Jerez), chiudendo la stagione in sesta posizione, mentre il suo compagno di squadra è stato ugualmente veloce, soprattutto nelle qualifiche, dove ha ottenuto due pole position. Un terzo posto ad Assen ed una seconda posizione in Portogallo sono stati i miglior risultati per l’ex-campione della Superstock 1000, che ha concluso il campionato 2014 – il suo primo anno in un team factory – in ottava posizione.

2015: La Desmosedici GP15, una moto completamente nuova, scesa in pista per la prima volta a fine febbraio nei test di Sepang, ha debuttato con un fantastico doppio podio solo un mese dopo in Qatar. Andrea Dovizioso è stato in testa per molti giri ed ha lottato per la vittoria fino al traguardo mentre Andrea Iannone, al suo esordio come pilota ufficiale del Ducati Team, è arrivato terzo. Nei due Gran Premi successivi, Dovizioso ha ottenuto altri due secondi posti e poi, dopo alcune gare un po’ sottotono a metà stagione, la Desmosedici è tornata ad essere protagonista con altri cinque podi, l’ultimo dei quali ottenuto da Iannone a Phillip Island dopo una gara davvero entusiasmante. In Superbike, Ducati ha iniziato un accordo triennale di sponsorizzazione e partnership con la web company italiana Aruba. L’obiettivo principale era portare alla sua prima vittoria la Panigale R, un traguardo raggiunto da Chaz Davies ad Aragón. Il pilota britannico ha poi replicato il risultato altre quattro volte, con un finale di stagione davvero impressionante che lo ha portato al secondo posto in classifica generale. Il suo compagno di squadra nell’Aruba.it Racing – Ducati Superbike Team, Davide Giugliano, ha purtroppo subito due seri infortuni che hanno compromesso la sua stagione ma ha dimostrato, anche grazie alle due pole position ottenute ad Imola e Portimao, di essere uno dei piloti più veloci di tutto il campionato.

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